COSE' IL TRIMIX ?

 

Il trimix è una miscela gassosa usata per le immersioni piu impegnative, generalmente oltre i 30 metri oppure quando si oltrepassano i normali tempi di fondo dati dalle tabelle decompressive.

 

L'elio essendo un gas più leggero entra in soluzione nei tessuti presenti nel nostro corpo più velocemente, ma allo stesso tempo fuoriesce dai tessuti con altrettanta velocità. Riguardo alle tappe decompressive, il Trimix impone le prime tappe a profondità molto superiori rispetto alle tabelle di decompressione ad Aria o Nitrox. La miscela è composta da ossigeno, elio e azoto.

 

Le percentuali dei gas nella miscela sono variabili in funzione di vari parametri, vengono decise dal subacqueo stesso in base alle caratteristiche di durata dell'immersione, della profondità massima, della pressione parziale dell'ossigeno e dell'azoto e ad altri parametri che il subacqueo stesso deve decidere come il livello di narcosi d'azoto

 

La quantità di ossigeno all'interno della miscela deve rispettare una Pp02 corretta e comunque non avere una pressione parziale superiore a 1.3 Bar.

Questo parametro da dei dati molto utili: l'ossigeno puro può essere utilizzato alla massima profondità di 6 metri. Oltre tale profondità l'ossigeno è tossico, provoncando quella che viene chiamata Tossicità al CNS (Tossicità del Sistema Nervoso Centrale). Seguendo questi parametri ed effettuando un calcolo molto semplice, si può dire che oltre i 66 metri se respiriamo aria, sisupera la pressione parziale di 1.6 Bar; con una miscela trimix questo limite viene riportato entro i valori corretti. L'azoto è un gas pesante che dopo la profondità di 30 metri (4 Bar) diventa narcotico poiché entra in soluzione negli strati lipidici che compongono i neuroni e interferisce con i normali segnali, dando un senso di ubriachezza (viene chiamato appunto "effetto Martini"). Più aumenta la pressione più questo effetto diventa forte.

 

La presenza di Elio nella miscela, gas non narcotico, diminuisce la quantità dei gas che sono contenuti nella aria che respiriamo in superficie. Perciò la minor quantità di azoto, significa minor effetto narcotico, quindi più lucidità durante le immersioni profonde.

 

L'elio però presenta dei problemi rilevanti soprattutto superati i 150 metri di prodondità. Poiché se la velocità di discesa superasse i 30 metri al minuto si potrebbe incorrere in quella che viene chiamata HPNS (High pressure nervous syndrome).

 

Lo scopo essenziale delle miscele trimix è quello di poter svolgere immersioni ad alte profondità oppure anche a profondità minori per un lungo tempo di fondo, senza incorrere in problemi di iperossia o tossicità dell'ossigeno ne tantomeno di narcosi da azoto .

 

Nomenclatura


Un trimix 20/25 definisce una miscela composta dal 20% di O2 e dal 25% di elio, e della restante parte (55%) di azoto.

Possiamo definire tre tipi di miscele Trimix :

 

Normossico : In cui la percentuale di ossigeno oscilla dal 17% al 22%.

Iperossico : In cui la percentuale di ossigeno è superiore al 22%.

Ipossico : In cui la percentuale di ossigeno è inferiore al 17%.

 

 

Cos’è il Nitrox 

 

(Enriched Air Nitrox)?

 

Innanzitutto il termine Nitrox andrebbe riferito ad una miscela respiratoria contenente una percentuale di azoto (in inglese Nitrogen) superiore a quella normalmente presente nell’aria (che, com’è noto, è composta da circa il 78% di azoto, 21% di ossigeno, 1% di gas rari e che pertanto viene anche denominata normoossica), mentre viceversa per le miscele respiratorie contenenti meno azoto e più ossigeno, come è in realtà ciò di cui stiamo parlando, la definizione più corretta sarebbe quella di “Aria Arricchita”. Nella pratica, invece, il nome Nitrox viene abitualmente riferito proprio a quest’ultima formula, essendo la

dicitura abbreviata del termine Enriched Air Nitrox (EAN) ed è entrato talmente nell’uso comune che anche noi, per semplicità, ci riferiremo ad essa utilizzando indifferentemente entrambi i termini.

Contrariamente poi a quanto comunemente ritenuto in giro, il Nitrox non è una scoperta recente, ma risale al lontano 1943, allorché un medico americano di nome Lambertsen propose l’impiego di miscele contenenti più ossigeno e meno azoto per ridurre gli obblighi decompressivi nelle immersioni poco profonde a carattere commerciale e militare.

 

Nei primi anni ‘70 il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), un importante ed autorevole istituto di ricerca americano, cominciò ad impiegarlo assiduamente nelle proprie immersioni a carattere scientifico e la vasta esperienza accumulata nel corso del tempo ha fatto sì che le metodiche di impiego applicate dal NOAA siano diventate poi gli standard delle linee guida per l’uso del Nitrox sia nelle immersioni di tipo “tecnico” che in quelle ricreative.

Attualmente vengono fondamentalmente impiegati due tipi di Nitrox cosiddetti “standard”:

 

l’EAN I, contenente il 32% di ossigeno ed il 68% di azoto,

l’EAN II, composto dal 36% di ossigeno e dal 64% di azoto,

 

sono inoltre già numerosi i computer a disposizione del pubblico in grado di elaborare profili di immersione per l’uso di miscele a percentuali fisse e/o variabili di ossigeno e azoto.

 

Perchè Nitrox

 

Ma perché usare il Nitrox e quali sono i vantaggi pratici che se ne ricavano dal suo impiego?

Essendo l’assorbimento ed il successivo accumulo d’azoto nel nostro organismo il responsabile primario della comparsa di sintomi da MDD (Malattia Da Decompressione), appare subito ovvio che respirare una

miscela contenente minori percentuali di azoto permette di ridurne l’assorbimento e quindi di aumentare i tempi di fondo consentiti in curva di sicurezza o, a parità di tempi di permanenza, di ridurre il rischio di comparsa di sintomi di MDD.

 

I vantaggi del Nitrox

 

Rispetto all’impiego di Aria, l’uso del Nitrox permette quindi immersioni prolungate ed intervalli di superficie minori in caso di ripetitive (oppure ripetitive più lunghe con gli stessi intervalli di superficie).

 

In alternativa il Nitrox consente di effettuare immersioni con gli stessi tempi di fondo usualmente calcolati con l’impiego di Aria, riducendo però considerevolmente la possibilità di comparsa di sintomi di MDD soprattutto

 

nei soggetti più a rischio a causa di fattori quali età, sesso, obesità, fumo, freddo, disidratazione, assunzione di farmaci etc.

Prerogativa del Nitrox sembra anche essere quella di una minore sensazione di spossatezza e sonnolenza al termine dell’immersione, fenomeno piuttosto comune con l’impiego di Aria, ma che talvolta si manifesta oltre quel normale livello di affaticamento che ci si aspetterebbe dopo una consueta performance psicofisica.

 

Questa sensazione, che viene attribuita all’accumulo nei tessuti di micro-bolle silenti, pare manifestarsi meno frequentemente in coloro che impiegano il Nitrox, essendo inferiore la quantità di azoto assorbito.

 

Analoga riduzione in frequenza ed in intensità è stata riportata inoltre per quel che riguarda l’eventuale comparsa di sintomi di narcosi d’azoto, anche se a ciò può concorrere in misura notevole la minor profondità cui generalmente si è costretti ad operare impiegando questo tipo di miscela.

 

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